Sono
molti anni oramai che si sente parlare di Organismi Geneticamente
Modificati (OGM) che, in varie occasioni, hanno scatenato (e continuano
tuttora a farlo) la rabbia degli agricoltori e lo sdegno di alcuni
partiti politici, impegnati attivamente nella lotta contro i cibi
transgenici. Ma cosa sono veramente questi OGM, da dove nascono,
e che pericolo rappresentano per noi consumatori e per quei produttori
che non impiegano queste sostanze?
Gli
Organismi Geneticamente Modificati sono, praticamente, organismi
che contengono
nel proprio materiale genetico (DNA) geni che in
natura appartengono al DNA di altri organismi; queste manipolazioni,
al giorno d’oggi,
sono di semplice fattura per un qualsiasi laboratorio sufficientemente
attrezzato ed oramai, anche a causa di una rapida evoluzione dell’ingegneria
genetica, è possibile creare dal nulla organismi viventi
inesistenti (noto a molti l’esempio della fragola modificata
con un gene di un pesce artico, per renderla più resistente
al freddo). Le multinazionali, principali produttrici di OGM, creano
questi organismi per brevettarli, diventarne proprietarie e, successivamente,
venderli a chi vuole coltivarli, aumentando così di molto
i loro profitti e cercando di assumere il monopolio mondiale della
produzione. Il rischio per quei produttori che non sono disposti
ad usare questi semi modificati, è quello di rimanere tagliati
fuori dal mercato o di rimanere indietro con le quantità prodotte,
visto che questi OGM aiutano ad aumentare la produttività e
la fertilità del terreno. In questo modo, si verrebbe a
creare uno squilibrio netto sul mercato mondiale. Anche sul fronte
dei consumatori esistono potenziali rischi; infatti, gli alimenti
che contengono OGM, posso causare allergie difficili da diagnosticare,
possono provocare all’organismo umano anomale e rischiose
resistenze ad antibiotici, ma, soprattutto, la manipolazione di
geni potrebbe alterare le caratteristiche della pianta, con il
rischio che questa inizi a produrre delle sostanze altamente tossiche.
Inoltre, gli OGM,
minacciano anche la biodiversità, ossia tutta la varietà di specie animali e vegetali
presenti sulla terra, e, quindi, il serbatoio genetico che permette
il mantenimento della vita sul nostro pianeta. Produrre un solo
tipo di piante o di animali metterebbe in pericolo la loro sopravvivenza
e l’equilibrio del sistema ambientale.
I consumatori possono
fare ben poco, non esistono delle precise leggi che vietino la
modificazione dei geni, e molti produttori non specificano sulle
etichette delle confezioni se gli alimenti contenuti sono stati
prodotti con sostanze geneticamente modificate, anche se dovrebbero
farlo. L’unica arma a nostra difesa è la sensibilizzazione,
la gente deve essere informata sui pericoli che corre, deve essere
convinta a non fidarsi ciecamente dei prodotti acquistati al supermercato,
come fa l’associazione SUM (Stati Uniti del Mondo), che dal
1990 si trova a combattere attivamente contro i soprusi delle multinazionali
ed a promuovere un’agricoltura puramente biologica. (Per
info www.associazionesum.it)
Giorgio
Bozzetti
02/07/2004