Libro-collage
di saggi, riflessioni, opinioni, ma soprattutto di dati, fatti
concreti, storie vissute da parte di un sociale che sempre più spesso
viene dimenticato dalla logica del mercato mediale.
Informazione della
guerra o guerra dell’informazione? Questo l’interrogativo
dei numerosi giornalisti che hanno collaborato alla stesura di
questo testo. Il libro ci accompagna in un viaggio alla scoperta
di realtà differenti, come ad esempio il tanto bistrattato
Iraq (memorabile il saggio di Stefano Salvi), o il povero Afghanistan,
vittima di bombardamenti in nome dell’antiterrorismo, preso
ad esempio in un frammento di Claudio Fracassi (giornalista e scrittore)
intorno ai rapporti tra informazione ufficiale e guerra, in cui
l’autore spiega appunto come la pianificazione dell’informazione
vada di pari passo con la scelta delle basi logistiche e l’armamentario.
E poi ancora si parla di Israele che viene definita da un giornalista
israeliano “una democrazia, ma solo per gli Israeliani” (e
nemmeno tutti, aggiungerei io), l’attacco dell11 settembre
visto dal caporedattore di Al Jazeera, il quale, inoltre, pone
cinque problemi che, dal suo punto di vista, il giornalismo mondiale
dovrebbe affrontare:
- I media americani
controllano il 75% dei mezzi di informazione avanzati al livello
mondiale, quindi come fare ad evitare di esserne influenzati?
- I musulmani sono
oltre 1 miliardo e mezzo, quindi, come toccare le credenze e
le pratiche dell’Islam senza danneggiare e a volte provocare
i musulmani?
- In quale modo il
giornalismo può affrontare il problema delle prove fornite
dall’intelligence?
- Come si può sostenere
di essere obiettivi senza ottenere informazioni dall’altra
parte in causa, nascosta in un paese difficile come l’Afghanistan?
- Come separare i
fatti dall’informazione di propaganda provenienti da entrambe
le parti?
Domande del tutto
comprensibili e condivisibili da chiunque il giorno dopo il maxi-attentato
(ma anche oggi) al WTC abbia comperato il quotidiano per leggere
come può essere demonizzata una religione congiuntamente
con un’intera cultura.
L’intero libro è incentrato
sul ruolo giocato dai mass media nello scacchiere della
globalizzazione
che ha evidentemente un sostanziale scopo prefissato, diametralmente
opposto a quello dell’uguaglianza economica tra Nord e Sud
del mondo. L’ultima parte è dedicata interamente ad
ipotesi di lotta e di disinformazione di questa logica.
“L’INFORMAZIONE
DEVIATA – gli inganni dei mass media nell’epoca della
globalizzazione”
A cura di: Davide
Demichelis, Angelo Ferrari, Raffaele Masto, Luciano Scalettari
Zelig editore
Anno di pubblicazione:
2002
Ivan
Perozzi
30/01/2003