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Obiettivo: Giuliana Sgrena
Da qualche tempo Giuliana Sgrena si trovava in Iraq per indagare. Quelle buche incredibilmente grandi nel suolo di Falluja facevano pensare all'uso di bome al napalm, come quelle usate dagli americani in Vietnam. Stava indagando con precisione, intervistando anche la martoriata popolazione di Falluja. Gli abitanti del villaggio di Saqlawiya (vicino Falluja) raccontano di aver seppellito molti cadaveri completamente carbonizzati.
Il dottor Khalid ash-Shaykhili parla di totale distruzione dell'ambiente, di uso di sostanze chimiche e gas tossici. Le prove dell'utilizzo degli americani di sostanze illecite ci sono eccome.
D'altronde prendere la roccaforte sannita era un obiettivo importante per gli USA. Sarebbero stati disposti a tutto pur di raggiungere l'obiettivo. È la guerra.
Un'indagine scomoda, dunque, quella di Giuliana Sgrena. Pochi hanno parlato di "uso di armi illecite": tra questi c'è però una deputata del partito laburista inglese, che dichiara "Visto che abbiamo la possibilità di fare domande, ma non ci viene permesso di aprire una discussione, voglio dire che questa guerra è illegale. Perché non ci sono più immagini di persone che vivono a Falluja? Che tipo di armi sono state usate?".
E in effetti, immagini di Falluja non se ne hanno più. Sarà perché ci sono ancora cadaveri a cielo aperto, sarà perché gli americani stanno ricoprendo tutte quelle grosse buche nel terreno.
Alla luce di questo, quella frase dei rapitori assume tutto un altro significato: "Gli americani non vogliono che torni".

L'agguato
Mentre si dirigevano verso l'aeroporto, i tre (c'era anche un "terzo uomo" di cui non si sa molto) erano in contatto telefonico satellitare ( si badi al particolare ) con Palazzo Chigi. Al momento della sparatoria, i telefoni erano accesi e in contatto diretto coi vertici dello Stato italiano. Si sono sentiti gli spari. Calipari viene ucciso, gli altri due feriti. Poi gli americani si accorgono dei telefoni accesi e salta tutto il piano. A quel punto si può fare ben poco. Fatto sta che scompaiono per un po' di tempo: la macchina crivellata di colpi, i telefoni di Calipari e le armi degli italiani. Ricompaiono un po' di tempo dopo. Gli inquirenti dovranno tenere conto anche della possibilità di inquinamento delle prove.

Ivan Perozzi
20/03/2005

Fonti:

http://www.aljazira.it/index.php?option=content&task=view&id=521&Itemid= [Sgrena: La mia verità]
http://www.articolo21.com/notizia.php?id=1714 [obiettivo Calipari]
http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/print.php?articleid=782 [Armi chimiche]
http://www.malatempora.com/mag59.htm [Giuliana Sgrena e il napalm]
http://www.radiobase.net/radiobase/news.asp?news=2256 [Falluja e Napalm]
http://www.aljazira.it/index.php?option=content&task=view&id=392 [Armi illecite]

 
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ControCorrente è a cura di Giorgio Bozzetti e Ivan Perozzi. Tutti gli articoli presenti sono esenti da copyright e possono essere copiati, trascritti, rivisitati, commentati e linkati liberamente, previo avviso all'autore dell'articolo.