Al
di là della propaganda, l'informazione è poca. Anzi,
direi nulla.
I
referendum per cui dovremo votare il prossimo fine settimana sono
due. uno riguarda
l'estensione dell'articolo 18 anche ai lavoratori
che fanno parte di aziende con meno di 15 impiegati. L’altro
tratta invece la tematica degli elettrodotti e del loro passaggio
su aree private.
L’articolo 18 è una
tematica di estrema importanza, rappresenta un diritto del lavoratore
da cui non si può prescindere. Il diritto di reintegro al
posto di lavoro (solo quando il giudice non riconosce la “giusta
causa” di licenziamento) è valido ora solo per le
aziende con più di 15 dipendenti, ma una vittoria del SI
al referendum, sancirebbe una uguaglianza di tutti i lavoratori,
anche se, per una parte della sinistra, questo favorirebbe il lavoro
nero. Comunque, per una maggiore informazione vi lascio scaricare
questo interessante documento, che rappresenta una approfondita
documentazione, per difendersi dalla propaganda senza limiti, e
per un voto ponderato.
Scarica il documento.
L’elettrodotto è invece
un tema più complesso. Oggi la legge non prevede la possibilità di
opporsi alla costruzione di un elettrodotto su un determinato territorio.
Una vittoria del SI al referendum, darebbe la possibilità al
proprietario del terreno di negare l’autorizzazione al passaggio
dell’elettrodotto, anteponendo quindi gli interessi privati
a quelli pubblici. Per saperne di più potete scaricare questo
file prelevato dal sito di Rifondazione. Scarica
il documento.
Noi di ControCorrente
riteniamo che l’elettrodotto sia un servizio pubblico, e
che in caso di vittoria del SI, la costruzione degli elettrodotti
sarebbe ben più complicata, poiché l’elettrodotto
non dovrà più seguire solo criteri economici, ma
anche interessi privati. Il concetto poi della salute è fuori
luogo, poiché il referendum non pone il problema di fonti
di energia alternative, ma, invece, riguarda solamente la possibilità di
opporsi alla costruzione di un elettrodotto “sotto la propria
casa”. Ma da qualche parte l’elettrodotto dovrà pur
passare, no? In caso di vittoria del SI, dove passerebbero gli
elettrodotti? Sosteniamo perciò il NO, per anteporre l’interesse
pubblico a quello privato.
Per l’articolo
18 siamo allineati con chi sostiene il SI, per diminuire le differenze
esistenti tra i lavoratori, che riteniamo essere tutti uguali,
e degni, quindi, degli stessi diritti.
Ivan
Perozzi
12/06/2003