Ma
a questo Di Stefano non gli vogliono dare proprio niente. Evidentemente
lui deve essere uno che da piccolo lo allenavano ad abbattere
i muri con la cerbottana perché avvia una serie di procedimenti
giudiziari spaventosa. Ingiunzioni, diffide, cause penali, civili,
regionali, Commissione Europea. E vince tutti i ricorsi, tutti
gli appelli, tutte le perizie. E alla fine arriva alla Corte
Costituzionale che nel novembre 2002, sentenza numero 466-2002,
ha stabilito inequivocabilmente che: - Retequattro, dal 1 Gennaio
2004 dovrà emigrare sul satellite - le frequenze resesi
disponibili dovranno essere assegnate a Di Stefano!
L'avete sentito dire al telegiornale?
Abbiamo chiesto a Di Stefano come si sentisse in questa
storia e ci ha risposto con un lieve sorriso: "Nonostante siano
trascorsi ben nove anni dalla decisione della Corte Costituzionale
Mediaset continua a detenere e utilizzare appieno tre reti nazionali
su un totale di sette concessioni assegnate sulle undici assegnabili
(comprese quelle Rai). Il fatto che un soggetto, a cui è stata
data una concessione (in concessione si dà un bene pubblico,
in questo caso le frequenze), non riceva poi materialmente il
bene è un avvenimento che non ha precedenti al mondo. Nel
luglio 1999 Centro Europa 7 aveva fatto richiesta di due concessioni,
una (Europa 7) l'ha ottenuta, per l'altra (7 Plus) c'è stato
un diniego, in quanto non ritenuta idonea per la mancanza del
requisito del capitale sociale. Una sentenza del Consiglio di
Stato ha riconosciuto esistente il requisito del capitale sociale,
per cui siamo in attesa di una seconda concessione, anche se
il Ministro Gasparri prende tempo.
Nel
frattempo Centro Europa 7 sta per iniziare le trasmissioni, si è dotata
di una struttura di oltre 20.000 mq, di otto grandi studi di
registrazione per le proprie eventuali produzioni, di una library
di oltre 3000 ore di programmi e di tutto ciò che è necessario
per una rete televisiva nazionale con 700 dipendenti. Questa
preparazione è stata necessaria poichè la legge
stabilisce che, entro sei mesi dall'ottenimento della concessione,
la neo-emittente ha l'obbligo di iniziare le trasmissioni. Attualmente
Centro Europa 7 è una societa' praticamente ferma, non
ha alcun introito, poichè non è stata messa in
condizione di operare, ma ha avuto, e continua ad avere, pesanti
oneri per la gestione della struttura, l'adeguamento della library,
l'adeguamento tecnologico, le ingenti spese legali, i costi dei
dipendenti..." Ma ora altro colpo di scena: Gasparri si sta muovendo
per salvare Rete 4. Il D.D.L. Gasparri, art. 20 comma 5 e art.
23 comma 1, realizza in pratica un condono, riconoscendo il diritto
di trasmettere a "soggetti privi di titolo" che occupano frequenze
in virtù di provvedimenti temporanei, discriminando così le
imprese come Europa 7 che hanno legittima concessione, il tutto
sempre al fine di salvaguardare Retequattro. Infatti, quest'ultima
potrà continuare a trasmettere, in barba alla sentenza
del '94 e del 2002 della Corte Costituzionale e della legge 249/97,
pur non avendo ormai da quasi quattro anni la concessione, mentre
Europa 7 non potrà mai trasmettere, dimenticando che nel
luglio 1999 c'è stata una regolare gara dello Stato per
assegnare le concessioni, gara persa da Retequattro e vinta da
Europa 7.
Si
realizza quindi un ennesimo gravissimo stravolgimento del diritto.
In pratica, chi ha perso la gara (Retequattro) può continuare
tranquillamente a trasmettere, e chi l'ha vinta (Europa 7), perde
definitivamente tale diritto. Non vi sembra straordinario? Travolti
da un miracoloso afflato civico i deputati del Polo bocciano
alla Camera dei Deputati il decreto Gasparri proprio laddove
vuol tagliare la gola a Europa 7. È chiaro che le urla
di Berlusconi di questi giorni sono anche per ricompattare i
suoi, che se lo mollano adesso... Ora bisogna vedere cosa fa
il Senato... e poi la legge deve tornare alla Camera... E poi
bisogna vedere se Ciampi la firma una legge del genere. Saremmo
all'oltraggio definitivo del concetto stesso di stato di diritto.
Un conto è fare una legge per non finire in galera, un
conto è fare una legge per prendersi qualche cosa che
appartiene a un altro. Si comincia così e poi si pretende
il Jus Primae Noctis.
Quindi, cara cittadina, caro cittadino, sappi che in questo
momento si sta giocando una partita incredibile. Se questa legge
passa, quel che è tuo è suo.
tratto da DarioFo& FrancaRame News
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informazioni:
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