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Cosa c'è dietro il rapimento delle Simone

Il rapimento di Simona Pari e Simona Torretta in Iraq è apparso sin da subito un rapimento anomalo, ma che dietro ci fosse un vero e proprio business imprenditoriale che sfrutta la ong "Un ponte per." forse non se lo aspettava nessuno.

Un rapimento anomalo
Cercavano proprio loro. Così spiegano dei testimoni che hanno visto il commando dei rapitori recarsi presso "Un ponte per.". Non avevano foto delle due italiane, ma conoscevano i loro nomi. E volevano prendere loro. Un commando di ben 20 (venti) uomini armati con AK-47, fucili e armi che stordiscono (armi costose: i mujahidin utilizzano solo kalashnikov) per rapire due donne disarmate. Alcuni di questi venti uomini indossavano l'uniforme della Guardia Nazionale Irachena. Tra i sequestratori c'era una gerarchia, perché uno di loro veniva chiamato dagli altri "signore". ReporterAssociati parla di "odore di servizi segreti".
Perché rapire due ragazze di un'associazione di volontariato, da sempre vicina al popolo iracheno?

Un ponte per.il business
Nel 2003 arriva in Iraq una certa Valeria Castellani , interessata a collaborare con "Un ponte per." al fine di rilanciare l'esportazione del dattero, che, causa embargo, non era più motivo di guadagno per "gli agricoltori iracheni".
Ma l'associazione "Un ponte per." rappresenta per la Castellani solo un mezzo per introdursi in Iraq. La vera occupazione della Castellani è un'altra: è una giovane manager di un'azienda che recluta addetti alla sicurezza privata in Iraq. È lei la titolare della Dts Security , insieme con il suo compagno Paolo Simeoni .
Paolo Simeone aveva inizialmente fondato la Naf Security , che aveva sede in Iraq e che svolgeva sostanzialmente le stesse mansioni della successiva Dts. Il problema della Naf era che non riusciva a vincere appalti, proprio per il fatto di avere sede in Iraq: gli appalti erano vinti sempre da aziende americane. Lo spirito imprenditoriale porta il Simeoni a fondare la Dts, con sede nel Nevada (USA). Basta questo stratagemma per vincere qualche appalto in Iraq. Tra le guardie del corpo che vengono richiamate dall'Italia c'è un grande amico di Simeoni: Fabrizio Quattrocchi .
Il nome di Valeria castellani viene fuori nel 2004, quando la procura di Genova iscrive il suo nome nel registro degli indagati per la morte di Quattrocchi.

Se ricordate bene, anche il rapimento dei 4 italiani (Cupertino, Stefio, Agliana e il malcapitato Quattrocchi) risultò come un rapimento anomalo:

"I quattro, secondo il racconto di un loro compagno d'armi - private - sembrano essere caduti in una trappola il giorno della cattura. Fermati e disarmati da una pattuglia americana, erano stati prelevati da un misterioso gruppo mentre tornavano in albergo a prendere altri mitra e pistole. Come mai sono stati intercettati proprio mentre non erano in grado di opporre resistenza? Chi ne era al corrente, oltre ai marines che li avevano spogliati dell'equipaggiamento?" (da ReporterAssociati)

Insomma Simona Pari e Simona Torretta rischiano di essere le povere vittime di chi vuole colpire l'agenzia di guardie private che ha avuto nell'ong un luogo di copertura formidabile. Ma "Un ponte per." era ignara di queste infiltrazioni. E le due Simone aiutavano il popolo iracheno. Ora la speranza è che vengano rilasciati gli ostaggi e che si faccia luce sull'intera vicenda.

Ivan Perozzi
25/09/2004


 

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