Da
un po’ di giorni a questa parte gira qualche e-mail in
proposito. Il fatto: banca Mediolanum (di proprietà del
Presidente factotum) è una banca virtuale, presente cioè solamente
online. Ora, il dubbio del Berlusconi è: come fare
per avere tanti sportelli, magari (perché no?) anche di
più di quanti ne hanno le altre banche? Una sola risposta:
le Poste Italiane! Queste ultime hanno più di 14mila
sportelli dislocati in tutta Italia. Anche nei paesini più piccoli
e sperduti dove gli sportelli bancari sono un’utopia, c’è almeno
un ufficio postale.
Poste
s.p.a. è un’impresa a totale partecipazione pubblica.
Il suo acquisto da parte di un ente privato sarebbe malvisto
dai vertici dello Stato, e quindi l’operazione risulterebbe
essere tanto ambiziosa quanto complicata. Ma non se il proprietario
di Mediolanum ricopre anche la più alta carica statale.
In questo caso, tutto risulta essere molto più semplice.
Giorgio Panattoni (Ds) afferma che l’intera operazione è stata
favorita da Massimo Sarmi, l’amministratore delegato
delle Poste, vicino ad Alleanza Nazionale, e da Maurizio Gasparri,
casualmente anch’egli di
An.
Non
si sa quando avremo la completa privatizzazione delle poste italiane,
né si sa quando anche questa società sarà quotata
in borsa, ma si sa per certa una cosa: il patrimonio pubblico
(sotto tutte le sue forme) tenderà a scomparire perché risucchiato
dallo strapotere aziendale, e da un’economia di mercato
che può contare sulla totale assenza di regole.
Ivan
Perozzi
04/03/2004
http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed403/bt07.htm
http://italy.indymedia.org/news/2004/01/460216.php